giovedì 5 gennaio 2012

Due hashtag a mostrarci l'Italia che potrebbe essere 2/2 #Cortina


L'altra notizia invece è il potente influsso benefico degli ispettori del fisco sugli affari di Cortina. "L'Agenzia delle Entrate porta fortuna" titola il comunicato stampa. L'arrivo di 80 funzionari negli esercizi commerciali della località sciistica ha portato le vendite ad aumentare del 300% rispetto allo stesso giorno dello scorso anno, con picchi del 400% nei negozi di lusso. Non bastasse questo ecco un'altra chicca:

"Su 133 auto intestate a persone fisiche, 42 appartengono a cittadini che fanno fatica a

“sbarcare il lunario”, avendo dichiarato meno di 30 mila euro lordi di reddito sia nel

2009 sia nel 2010, mentre 16 auto sono intestate a contribuenti che hanno dichiarato

meno di 50 mila euro lordi."
A chi oggi replica che questi controlli potevano svolgersi in silenzio dietro una scrivania, senza eccessi propagandistici o demagogici, incrociando informazioni sui redditi tramite software: semplicemente dico che non è vero. Per più ragioni.

a- Perchè quello che si è fatto a Cortina è inviare ispettori nei negozi e nei bar a registrare € per € tutte le operazioni di cassa. A fine giornata si fa il confronto con quanto mediamente viene dichiarato. Ecco spiegati i vertiginosi aumenti. Ed ecco dimostrato perchè non fosse possibile incrociare dati su computer;
b-Le auto di lusso non sempre (per usare un eufemismo) sono intestate ai legittimi proprietari. Difficile quindi ottenere dati senza una verifica in loco;
c-L'effetto deterrente della "rappresaglia" sul posto, vale più di qualsiasi somma recuperata dall'operazione.

Per chi volesse approfondire il Sole24Ore offre qualche interessante chiarimento nel merito della lotta all'evasione.
  
Intanto su twitter impazzano i 2 sarcastici hashtag #Cotechinoelenticchie e #Cortina, espressioni di una comunità internauta che non perdona e che sarcasticamente affonda i soggetti di queste vicende.

Uno sguardo alla preistoria: i titoli del Corriere del Gennaio 2011.
Godo.

Due hashtag a mostrarci l'Italia che potrebbe essere 1/2 #Cotechinoelenticchie

Se il buongiorno si vede dal mattino, da ieri ci sono almeno due episodi a gonfiare il mio ottimismo sul nuovo anno. Il 4 gennaio poteva essere un normale mercoledì di inizio 2012. E invece Calderoli presenta un'insolita interrogazione in Parlamento. Si domanda, il deputato leghista,
"Se corrisponda alla verità la notizia secondo cui la notte dell'ultimo dell'anno si siano tenuti dei festeggiamenti presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri in Palazzo Chigi".
Il tono inquisitorio fa sorridere, se si pensa a quali altre feste Palazzo Grazioli e Arcore ci avevano abituati. Prosegue imperterrito con perentorie richieste di chiarimento su ogni dettaglio, domandandosi:

"Chi erano gli invitati?" "se la festa avesse le caratteristiche di manifestazione istituzionale ovvero di natura privata; quanti fossero gli invitati alla festa di cui sopra e a che titolo vi abbiano partecipato; se l'iniziativa sia stata effettivamente disposta dal presidente del Consiglio Mario Monti; se tra gli invitati figurassero anche le persone care al presidente; chi abbia sostenuto gli oneri diretti e indiretti della serata, con particolare riferimento alla sicurezza e agli straordinari del personale addetto, e se gli stessi sono stati già corrisposti; se non si ritiene inopportuno e offensivo verso i cittadini organizzare, in un momento di crisi come quella attuale, una festa utilizzando strutture e personale pubblici".

L'interrogazione sfocia nel grottesco affondo: "Se è vero si dimetta".

Non tarda ad arrivare in serata la replica di Palazzo Chigi (riportata integralmente qui). Il premier replica con tono puntiglioso ad ogni perplessità, con sfumature di velata ironia.
"Gli acquisti sono stati effettuati dalla signora Monti a proprie spese presso alcuni negozi siti in Piazza Santa Emerenziana (tortellini e dolce) e in via Cola di Rienzo (cotechino e lenticchie). 
Il Presidente Monti non si sente tuttavia di escludere che, in relazione al numero relativamente elevato degli invitati (10 ospiti), possano esservi stati per l’Amministrazione di Palazzo Chigi oneri lievemente superiori a quelli abituali per quanto riguarda il consumo di energia elettrica, gas e acqua corrente"
Insomma il cenone c'è stato. Apriti cielo. Calderoli proprio non ci sta a chiudere qui la questione. Come conferma nell'intervista a Libero di oggi.

"Quand’anche, resta il fatto che tenere aperto Palazzo Chigi l’ultimo dell’anno, anche solo per quanto riguarda il personale, ha un costo enorme. E nemmeno solo economico: stiamo parlando di persone che hanno dovuto rinunciare a trascorrere il Capodanno in famiglia per lavorare"

martedì 3 gennaio 2012

La retorica del nemico e il periodo che non torna

"Caro giovane disoccupato, oppure lavoratore, e quindi sicuramente precario. Caro giovane di sinistra, o di destra, o di nessuno, o del migliore offerente."

Bastano le prime due righe per intuire che il resto della lettura non sarà esaltante. E' l'inizio di un articolo apparso su l'Unità il 27 Dicembre, "Lettera a un giovane sedotto dall'ichinismo", a firma di Leonardo. Il tono falsamente comprensivo e paternale dissimula a malapena delle velenose frecciate al senatore del Pd. L'ultima palesemente esplicita. 
"Io resto scettico, ma è Ichino l'esperto. 
E lui sta pur tranquillo che non lo licenzia nessuno."

Che detta così non significa nulla, pura demagogia. Sufficiente però a passare un doppio messaggio. Da una parte la critica infantile contro l'esperto, il saputello che pretende di capire tutto. Come quando Bonanni dà della "maestrina" al Ministro Fornero. "In fondo non deve poi essere tanto esperto se non capisce le ovvietà che scrivo" sembra dire Leonardo. "Dunque è in malafede." 

Dall'altro lato la critica ancora più bassa. "La fa facile lui a parlare, ha il posto fisso. Non gliene frega nulla dei lavoratori precari".

Finito l'articolo rimane la sensazione che lui, Leonardo, delle proposte di riforma in discussione sappia ben poco, che non si sia informato granchè. Non c'è accenno concreto a modifiche legislative. Non c'è nessun riferimento. Anzi, alcune affermazioni sono evidentemente false. E la conferma di quest'impressione arriva con la risposta, questa sì nel merito della discussione, del diretto interessato, Ichino. Merita una lettura.

Su tutto resta una piacevole consapevolezza. Un odore stantio esala dalle parole del giornalista. Non basta il timido accenno a Facebook per rendere contemporaneo un articolo che è terribilmente vecchio. Perchè la forma vale poco, davanti a questa misera sostanza. Un linguaggio di un tempo morto e sepolto: la retorica del nemico, del noi lavoratori buoni contro i cattivi legislatori, corrotti e legati a doppio filo con le imprese. Ma basta.   
Che lo vogliamo o no, riforme vanno fatte. Torniamo a discuterne.

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