mercoledì 23 novembre 2011

L'erba del vicino ortodosso è sempre più verde

"La chiesa greca dona parte del patrimonio immobiliare alla nazione in difficolta’. L’arcivescovo Ieronymos II ha detto al ministro delle finanze di essere anche molto ottimista sulle possibilita’ di cooperazione con la chiesa su strumenti pratici per alleviare le sofferenze dei piu’ bisognosi e ha promesso che “la chiesa continuera’ a combattere per la gente in questi momenti cr...uciali”.IL VAT...ICANO INVECE: NON PAGA ICI, IRPEF, IRES, IMU, TASSE IMMOBILIARI E DOGANALI, MA NEANCHE GAS, ACQUA E FOGNE. E' TUTTO A CARICO DEI CONTRIBUENTI ITALIANI. ... Possiede quasi il 30% del patrimonio immobiliare Italiano e con l'8 per mille toglie quasi 1 Miliardo di Euro all'anno all'Italia. Tassare la Chiesa e i suoi possedimenti in Italia é giusto per gli Italiani.COPIATE E INCOLLATE diffondete"
Alzino la mano quanti hanno letto quest'appello, che circola su facebook da qualche giorno. Ha ottime prospettive di diffusione, dato che fa leva su un malessere diffuso nei confronti dei privilegi della Chiesa di Roma. Un' annosa questione la diatriba sulle esenzioni fiscali per la Chiesa e per il suo patrimonio immobiliare che di certo viene esacerbata dalle magre prospettive future del Paese. "Se tutti devono contribuire, anche la Chiesa faccia la sua parte" è la richiesta. Giusto, perfettamente condivisibile. 
Il meccanismo di distribuzione dell'8xMille è un sistema che fa acqua da tutte le parti. In particolar modo se si considera che nel calcolo delle percentuali di divisione della somma complessiva non vengono conteggiate le persone che non hanno espresso alcuna preferenza nella destinazione della propria porzione di reddito. Semplicemente vengono considerati i voti espressi per ottenere le frazioni di ripartizione. I voti inespressi non fanno testo. Questo permette alle varie istituzioni religiose (prima fra tutte la Chiesa Cattolica) di ottenere un gettito molto maggiore di quello effettivamente deciso dai cittadini. Gettito che potrebbe invece essere destinato nelle casse statali. Se n'è occupata estesamente qui l'UAAR. Ma ne parla anche wikipedia nel paragrafo "Otto per mille non espressamente destinato dai contribuenti". 
Per quanto riguarda l'ICI posto un articolo pubblicato su L'Espresso e uno di Famiglia Cristiana. La situazione è complessa, la Chiesa dichiara di pagare l'ICI su tutti gli immobili non espressamente destinati al culto, ma l'inchiesta dei giornalisti dell'Espresso arriva a una conclusione diversa. 
Che la Chiesa non paghi gas, acqua e fogne sembra una panzana colossale. Ma ammetto di non avere la certezza. Non paga poi l'IMU per il semplice fatto che l'imposta municipale unica non è stata ancora approvata. E' dura pretendere che si paghi una tassa, quando non è ancora in vigore.
In ogni caso è innegabile che la Chiesa goda di privilegi discutibili, così come sarebbe di certo ben visto un aiuto da parte sua in un momento di sacrifici collettivi. Ma torniamo al caso greco. La notizia sembra del tutto priva di fondamento. L'unico articolo che si trova navigando in rete è postato sul blog "Punto di vista online" a firma di Luciano Priori Friggi, che poi viene copiato e incollato a sbafo (più o meno esplicitamente) da una miriade di altri bloggers. Si rimanda a una notizia dell'Agi, ma il sito dell'agenzia non riporta un archivio e la news risale ormai al 6 luglio (questo il testo, riportato da un altro sito). Sui siti internazionali nessuna traccia. Probabile che alla dichiarazione di intenti di qualche mese fa del prelato greco non abbia fatto seguito alcun effettivo provvedimento. Aria fritta insomma. Anzi, paradossalmente gli ultimi articoli descrivono una situazione molto meno rosea. Ecco "Le Monde" e "Romania Libera"
I puntini di sospensione messi a casaccio nel post (Vat...icano ad es.) potrebbero non essere un semplice errore di battitura. Piuttosto una tecnica frequente usata dagli hacker, il "pallone sonda": si tratta generare una sequenza di parole univoca così da seguirne agevolmente la diffusione del messaggio nel motore di ricerca. 
Ad ogni modo: o è un appello infondato messo in giro da un utente superficiale o un messaggio di spam. Oppure un tentativo ben congegnato di riportare alla ribalta la questione dei privilegi della Chiesa, facendo leva su rancori e convinzioni dell'utente medio di Facebook. Ma basandosi su mezze stronzate. Qualunque sia delle tre: non so voi, ma a me sinceramente non va di fare la parte del cretino. Mi è bastato Spider Truman.

RETTIFICA 26/11/11: ho modificato il link all'articolo de L'Espresso. Il precedente era errato. Scusate.

mercoledì 16 novembre 2011

Gentlemen, welcome to the world of reality


"All right, then. Before you leave here to resume that crude approximation of a human life you have heretofore called a life, I will undertake to inform you of certain truths. I will then offer an opinion as to how you might most profitably view and respond to those truths.
To experience commitment as the loss of options, a type of death, the death of childhood’s limitless possibility, of the flattery of choice without duress—this will happen, mark me. Childhood’s end. The first of many deaths. Hesitation is natural. Doubt is natural.
I wish to inform you that the accounting profession to which you aspire is, in fact, heroic. Please note that I have said “inform” and not “opine” or “allege” or “posit.” The truth is that what you soon go home to your carols and toddies and books and CPA examination preparation guides to stand on the cusp of is—heroism.
Exacting? Prosaic? Banausic to the point of drudgery? Sometimes. Often tedious? Perhaps. But brave? Worthy? Fitting, sweet? Romantic? Chivalric? Heroic?
Gentlemen—by which I mean, of course, latter adolescents who aspire to manhood gentlemen, here is a truth: Enduring tedium over real time in a confined space is what real courage is. Such endurance is, as it happens, the distillate of what is, today, in this world neither you nor I have made, heroism. Heroism.
By which I mean true heroism, not heroism as you might know it from films or the tales of childhood. You are now nearly at childhood’s end; you are ready for the truth’s weight, to bear it. The truth is that the heroism of your childhood entertainments was not true valor. It was theater. The grand gesture, the moment of choice, the mortal danger, the external foe, the climactic battle whose outcome resolves all—all designed to appear heroic, to excite and gratify an audience. An audience.
Gentlemen, welcome to the world of reality—there is no audience. No one to applaud, to admire. No one to see you. Do you understand? Here is the truth—actual heroism receives no ovation, entertains no one. No one queues up to see it. No one is interested.
True heroism is you, alone, in a designated work space. True heroism is minutes, hours, weeks, year upon year of the quiet, precise, judicious exercise of probity and care—with no one there to see or cheer. This is the world."
(The Pale King, David Foster Wallace)


Dieci schegge di genialità

Dieci performances artistiche, raccolte su Daily Wired. Arte di strada, di esistenza fisica temporanea ma che il video rende immortale. Ce n'è di materiale: dalla pura perizia tecnica di Edgar Muller, capace di disegnare stupendi scorci in 3D, agli insoliti e grotteschi "inflatable bag monsters" di Joshua Allen
Per passare poi alla tenace scelta di Irmela Mensah di non tollerare l'intolleranza nelle più banali occasioni quotidiane, che le fa meritare l'appellativo di Hate Destroyer. 
"Making the invisible visible", che è il motto alla base dell'efficace gioco scenografico di Mentalgassi, a sostegno di una campagna di Amnesty International (vale la pena di una visita il blog Streetartutopia, linkato dal canale youtube del video). C'è spazio per la provocatoria protesta contro il governo, a San Pietroburgo sul ponte Liteyniy dell'irreverente gruppo Voina. C'è l'attivismo politico d Robert Banksy, graffitaro inglese, sferzante critico della società contemporanea, del consumismo imperante, della guerra con la sua ipocrisia (meritano un'occhiata le sue opere sul muro israeliano, nella zona di Gerusalemme est). E molto altro. 

Graffito nei pressi del muro israeliano, Gerusalemme, check point di Betlemme
© Luca Giustozzi
Putroppo non riesco ad accedere al  nono video della pagina, bloccato per diritti di copyright, probabilmente del programma televisivo da cui era stato editato. Se qualcuno navigando riesce a trovarne una versione alternativa, faccia un fischio, anzi un tweet.


Fonte: http://daily.wired.it/

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